Un albero dalle foglie autunnali arancioni e gialle accanto a un piccolo fienile in legno su un prato verde sopra Villandro, in Valle Isarco, con pendii boscosi e qualche maso sullo sfondo
Un albero dalle foglie autunnali arancioni e gialle accanto a un piccolo fienile in legno su un prato verde sopra Villandro, in Valle Isarco, con pendii boscosi e qualche maso sullo sfondo. Foto: Wolfgang Moroder · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Se c'è una parola che riassume l'autunno in Alto Adige, è Törggelen. Quando la vendemmia è finita, i castagni si colorano e le giornate sono ancora tiepide e luminose, gli altoatesini e i loro ospiti si mettono in cammino fra vigneti e boschi per poi fermarsi a tavola, davanti a castagne arrostite e vino nuovo. Non è un singolo evento con una data, ma una tradizione che anima tutta la stagione, all'incirca da inizio ottobre a fine novembre. Ai nostri ospiti d'autunno la consigliamo sempre: è il modo più autentico per conoscere il territorio.

Da dove viene il nome

Il nome deriva da Torggl, la parola dialettale che indica il torchio per spremere l'uva, a sua volta legata al latino torculum. Fin dall'origine, dunque, il Törggelen è indissolubilmente legato al ciclo del vino. Sulle sue radici esistono diverse ipotesi, tutte suggestive: c'è chi lo considera una festa di ringraziamento dopo la vendemmia, chi lo collega all'assaggio del vino nuovo da parte dei signori e chi agli incontri dei mercanti che in Valle Isarco degustavano e sceglievano il vino dell'annata. Quel che è certo è che si tratta di un'usanza antica, profondamente radicata nella vita contadina.

Un ruolo importante lo hanno i Buschenschank, le osterie contadine dei masi che, secondo la tradizione, potevano vendere il proprio vino e i propri prodotti solo per alcuni mesi all'anno e segnalavano l'apertura con una frasca verde appesa alla porta. Ancora oggi in autunno molti masi aprono le loro stube rivestite di legno per accogliere chi arriva a piedi.

Cosa si mangia e si beve

Il Törggelen è prima di tutto un momento di convivialità attorno alla tavola. Il menu cambia da maso a maso, ma alcuni piatti sono quasi immancabili:

  • le castagne arrostite, in dialetto Keschtn, protagoniste assolute della serata;
  • il vino nuovo dell'annata, da assaggiare insieme alle castagne;
  • i canederli e gli Schlutzkrapfen, mezzelune di pasta ripiene tipiche della cucina tirolese;
  • taglieri di speck e salumi, zuppe e piatti di carne della tradizione contadina;
  • i dolci fatti in casa, come i Krapfen fritti.

Un consiglio: il Törggelen è un pasto abbondante, ed è anche per questo che la tradizione vuole che lo si raggiunga camminando.

Dove vivere il Törggelen

La culla del Törggelen è la Valle Isarco, fra Bressanone e Chiusa, con i suoi vigneti di uve bianche sui pendii soleggiati e i paesi delle castagne come Velturno, Villandro e Laion. Proprio qui passa il Sentiero del Castagno, il Keschtnweg: un lungo itinerario a tappe che parte dall'Abbazia di Novacella, presso Bressanone, e corre a mezza costa fra castagneti, masi e piccoli borghi in direzione di Bolzano. Non serve percorrerlo tutto: un tratto di qualche ora basta per respirare l'atmosfera dell'autunno.

Ma il Törggelen si vive anche più vicino a Laives. Il Renon, l'altopiano sopra Bolzano, è una delle zone tradizionali, così come San Genesio, dove crescono alcuni dei castagni più antichi della provincia e ogni autunno si tengono le Settimane delle Castagne. Lungo la Strada del Vino, fra Bolzano e Salorno, i sentieri attorno al Lago di Caldaro accompagnano fra i vigneti fino a stagione inoltrata, e anche la zona di Merano ha le sue tradizioni autunnali.

Consigli per una giornata di Törggelen

Le distanze da Villa Sissi sono comode: Bressanone si trova a circa 52 km, Collalbo sul Renon a circa 26 km, il Lago di Caldaro a circa 19 km. Nei fine settimana di ottobre le stube più conosciute sono molto frequentate: è buona norma prenotare il tavolo e informarsi in anticipo su giorni di apertura e menu, che variano da maso a maso. Per le camminate servono scarpe adatte e abbigliamento a strati, perché in autunno al mattino e alla sera fa fresco; verificate sempre meteo e stato dei sentieri. E se pensate di brindare con il vino nuovo, organizzatevi perché alla guida ci sia qualcuno che non beve, oppure muovetevi con i mezzi pubblici.

Le date delle feste d'autunno, come le Settimane delle Castagne, cambiano di anno in anno: verificatele sui siti delle associazioni turistiche locali prima di partire.

Al rientro a Villa Sissi, dopo una giornata fra castagneti e vigneti, l'appartamento offre tutto il comfort per una serata tranquilla: il soggiorno con la TV a schermo piatto e l'impianto stereo, la cucina completa per una tisana calda e la terrazza coperta da cui guardare il giardino nella luce dorata d'autunno.

Dopo la festa, il silenzio del giardino

Un appartamento intero al primo piano, cucina abitabile e terrazza coperta con vista sul giardino: un rifugio a Laives da cui partire e a cui tornare.